Odore di uova marce nell’aria: la colpa è dell’Idrogeno Solforato

L’odore di uova marce è quasi sempre imputabile ad un inquinante atmosferico specifico: l’Idrogeno Solforato.

Sebbene le normative mirino al miglioramento continuo delle emissioni in atmosfera, esistono delle attività che emettono nell’aria questo inquinante.

Nonostante tutte le precauzioni che le aziende possano assumere – in certe condizioni – questo odore continua a percepirsi.

Odore di uova marce: quali le sorgenti?

È il caso delle Concerie che impiegano il Solfuro di Sodio in scaglie per la depilazione delle pelli bovine. Il repentino abbassamento di pH all’interno dei bottali durante le operazioni di Pickle porta alla formazione di Idrogeno Solforato.
Ecco spiegato il motivo dell’odore di uova marce nei principali poli conciari italiani come Santa Croce sull’Arno in Toscana e Arzignano in Veneto.

Il Solfuro di Diidrogeno – altro nome del gas inquinante in questione – si sviluppa normalmente anche all’interno delle vasche dei depuratori delle acque reflue, o negli specchi di acqua stagnante.
L’azione di ossidazione dei composti organici avviene ad opera dei Solfobatteri esclusivamente in condizioni anaerobiche ed è un fatto assolutamente naturale.

Probabilmente le industrie petrolchimiche e le raffinerie rappresentano l’apporto all’inquinamento atmosferico più importante in termini di emissioni di H2S. Infatti le raffinerie sono i principali produttori di Zolfo e di suoi composti quali l’Acido Solfidrico ed il Metilmercaptano.

Quasi sicuramente non saprai che l’essere umano percepisce l’Idrogeno Solforato solo a concentrazioni relativamente basse (7 – 10 µg/m3). Purtroppo – a concentrazioni elevate – l’Acido Solfidrico paralizza il nervo olfattivo umano e quindi non è più percepibile.

Purtroppo il pericolo incombente di una intossicazione letale non è percepibile dal naso umano. Perciò gli operatori esposti dovrebbero sempre indossare un rilevatore di Idrogeno Solforato perché respirare l’Acido Solfidrico in elevate concentrazioni può portare alla morte.

Le soluzioni

Ovviamente le soluzioni per il contenimento dell’odore di Idrogeno Solforato nell’aria sono molteplici. In particolare la scelta dell’una o dell’altra soluzione dipende almeno da due aspetti tecnici: la concentrazione di Solfuro nell’aria e la portata di aria da trattare.

La combinazione più complicata è prima di tutto “elevata concentrazione di H2S ed elevata portata di aria”.
Sebbene necessiti di elevati spazi un biofiltro potrebbe essere la soluzione più adatta. Purtroppo l’elevata concentrazione di Acido Solfidrico potrebbe portare alla rapida acidificazione della biomassa e al cattivo funzionamento del filtro.
Di conseguenza l’installazione di un filtro CIF di pre-abbattimento è fortemente consigliata. Infatti l’impiego del CIF garantisce riduzioni di concentrazione di H2S superiori all’80% di efficienza.
Se richiesto un Drum Scrubber di rifinitura dopo il biofiltro può aiutare a  raggiungere livelli di abbattimento ancora più bassi.

La situazione “bassa concentrazione di H2S e bassa portata di aria” offre un ventaglio di soluzioni differenti.

Un solo drum scrubber a secco caricato con Sulfatreat può risolvere egregiamente il problema. Se l’emissione dovesse avere dei picchi, anche un CIF come pre-trattamento potrebbe aiutare ad ottimizzare i consumi e normalizzare la concentrazione in ingresso.

Sebbene la soluzione a umido sia la più antica, essa continua ad essere apprezzata in Conceria dove uno scrubber VE-p basico monostadio abbatte tale emissione.
Il reagente impiegato è la Soda Caustica che inevitabilmente – però – abbatte anche e più velocemente l’Anidride Carbonica dell’Aria.

Allo stesso modo i casi intermedi di portata e concentrazione sono da valutare caso per caso.

 

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